Metodo EMDR

12 ottobre 2015

L’EMDR è un metodo psicoterapeutico recentissimo che utilizza i movimenti oculari o altre forme di stimolazione bilaterale ritmica (destra/sinistra) per il trattamento del disagio psicologico legato ad eventi di vita traumatici. Sviluppata dalla ricercatrice americana Francine Shapiro, questa metodologia si è dimostrata molto efficace nel trattamento di numerosi disturbi psicologici in quanto offre una nuova visione della patologia e una nuova modalità di intervento. I sintomi dei pazienti come attacchi di panico, depressione, irritabilità, senso di vuoto, dolori cronici, disturbi del sonno possono essere visti, infatti, come ricordi “conservati e scritti” nel corpo, che generano a loro volta i pensieri, le emozioni e le interpretazioni che mantengono la sofferenza psicologica. “Agiamo, proviamo emozioni, ed immaginiamo senza riconoscere l’influenza dell’esperienza passata sulla realtà del presente” (Siegel, 1999).Secondo questo modello esiste un naturale sistema di elaborazione delle informazioni che permette all’uomo di rielaborare le sue risposte agli eventi disturbanti, passando da uno stato di squilibrio disfunzionale a uno di risoluzione adattiva (adaptive resolution) che gli consente di fruire dell’esperienza. In condizioni normali, il sistema di elaborazione organizza le informazioni creando collegamenti adeguati con esperienze passate, risolvendo i problemi, riducendo lo stress emotivo, utilizzando costruttivamente l’esperienza e contribuendo a generare nuovi apprendimenti (Shapiro F., 2000), ma, a causa di certe esperienze traumatiche, tale elaborazione a volte non avviene come dovrebbe e l’informazione rimane racchiusa in una rete neurale conservando le emozioni, le convinzioni e le sensazioni fisiche esistenti al momento dell’esperienza originale. Il trauma, infatti, è definibile come un evento dirompente, che sovrasta la capacità della mente di integrare ed elaborare i dati ad esso connessi. Un evento traumatico o uno stato di stress persistente durante una fase di sviluppo, può alterare questo naturale sistema di elaborazione delle informazioni. L’informazione acquisita in quel momento (fatta di immagini, suoni, emozioni e sensazioni fisiche) rimane come congelata nella sua forma disturbante e viene continuamente innescata da stimoli interni ed esterni esprimendosi come flashback, pensieri intrusivi, incubi.Questo fattore, nel tempo, si generalizza e provoca sintomi di ansia, depressione e stress. Il processo di elaborazione dell’informazione che avviene in una seduta di EMDR tiene conto di tutti gli aspetti del funzionamento della persona: cognitivi, emotivi, comportamentali e neurofisiologici. L’EMDR viene usato fondamentalmente per accedere ai ricordi di esperienze traumatiche che sono alla base dei problemi attuali del paziente, per elaborare quei ricordi e portarli a una risoluzione adattiva, più utile per la persona. Nella prospettiva dell’EMDR i disturbi che spingono il paziente a richiedere una psicoterapia sono causati da informazioni immagazzinate nella memoria (ricordi) in modo disfunzionale. Il terapeuta EMDR non si concentra dunque sul sintomo/evento odierno, ma sul ricordo inteso come informazione immagazzinata in maniera disturbante, ottenendo un sollievo dei sintomi come conseguenza del lavoro su ciò che dà loro origine.

I movimenti oculari riattiverebbero le connessioni tra gli emisferi attraverso il corpo calloso e favorirebbero quindi lo spostamento dell’informazione relativa all’evento traumatico da un emisfero all‘altro. L’ipotesi sostenuta dalla Shapiro è che la stimolazione bilaterale dei due emisferi cerebrali riattivi un meccanismo innato ed ecologico, presente in ogni persona, di elaborazione di materiale mnestico altrimenti non elaborato. Il metodo è così efficace perché si basa, pertanto, su un meccanismo innato del cervello e quindi la desensibilizzazione e la ristrutturazione cognitiva che offre sono il risultato dell’elaborazione adattiva a livello neurofisiologico. Nel nostro paese, da anni, “L’Associazione per l’EMDR in Italia” si occupa di promuovere questo metodo e cura la formazione dei terapeuti.
(Tratto da 24live.it  del 30/6/2014)

Così si rimuove un trauma – Articolo apparso su repubblica salute del 10/6/2014

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