DISTURBI PSICOSOMATICI – Paola Fanti https://www.paolafanti.it Psicologa a Modena Mon, 14 Dec 2020 15:29:20 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.5.21 https://www.paolafanti.it/wp-content/uploads/2020/12/logo-footer.png DISTURBI PSICOSOMATICI – Paola Fanti https://www.paolafanti.it 32 32 Percorso fibromialgia. Trattamento con EMDR https://www.paolafanti.it/percorso-fibromialgia/ https://www.paolafanti.it/percorso-fibromialgia/#comments Sun, 07 Feb 2016 00:20:10 +0000 https://www.paolafanti.it/PF2016/?p=3871 Un metodo alternativo ai farmaci che si sta rivelando un prezioso strumento per chi soffre di fibromialgia è l’EMDR.
L’EMDR (dall’inglese Eye Movement Desensitization and Reprocessing, Desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari) è un approccio terapeutico utilizzato per il trattamento del trauma e di problematiche legate allo stress; grazie alla sua efficacia è stato applicato nel trattamento di numerose patologie fra le quali il dolore cronico .

L’EMDR è una metodologia completa, versatile e molto veloce attraverso la quale è possibile lavorare direttamente sul dolore associato alla fibromialgia .

IL PERCORSO EMDR PER LA FIBROMIALGIA
Il percorso si articola in un ciclo di 8/10 sedute con lo scopo di ridurre il dolore e i sintomi associati tradizionalmente alla malattia.
Sono previsti alcuni colloqui di valutazione diagnostica con somministrazione di test per definire ed impostare l’intervento; gli incontri successivi saranno dedicati alle sedute vere e proprie di emdr sul dolore ed eventualmente su altri aspetti emersi durante la valutazione.
Al termine del percorso sarà fatta una rivalutazione del dolore ed un monitoraggio a 6 mesi dalla fine dell’intervento.

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Pittsburgh: connessione mente-corpo https://www.paolafanti.it/pittsburgh-connessione-mente-corpo/ Tue, 05 Jan 2016 17:47:13 +0000 https://www.paolafanti.it/?p=4012 PITTSBURGH, August 15, 2016: CONNESSIONE MENTE-CORPO E MALATTIE PSICOSOMATICHE, UNA RICERCA DA NUOVE INFORMAZIONI

Da tempo si parla e si studia la relazione fra stress e malattia:  una ricerca ha dato nuove informazioni su come lo stress , la depressione e altri stati mentali possono alterare la funzionalità degli organi dimostrando finalmente la base anatomica delle malattie psicosomatiche.

I risultati  aiutano anche a comprendere come attività quali la meditazione,  lo yoga, il Pilates,  possono essere utili nel modulare le risposte del corpo allo stress fisico , mentale ed emotivo .

I neuroscienziati dell’Università di Pittsburgh hanno identificato le reti neurali che collegano la corteccia cerebrale alla midollare del surrene , che è responsabile per la risposta rapida del corpo in situazioni di stress .

Le ghiandole surrenali gestiscono la risposta allo stress secernendo ormoni (adrenalina e noradrenalina) e stimolando il sistema nervoso. Il sistema endocrino (di cui le surrenali fanno parte)  costituiscono una parte importante della risposta allo stress.

Questi risultati forniscono quindi  la prova delle basi neurali della connessione mente-corpo.

Nella ricerca gli scienziati sono riusciti a tracciare il circuito neuronale che collega aree della corteccia cerebrale alla midollare surrenale (la parte interna della ghiandola surrenale, che si trova sopra ogni rene) trovando un gran numero di reti neurali.  Pare che varie aree della corteccia controllino la midollare anche se le influenze maggiori pare arrivino dalle aree motorie.

Perché questo risultato è importante?

Le risposte acute allo stress includono un’ampia varietà di attivazioni , ad esempio  la sensazione del  cuore in gola, l’aumento della sudorazione, le  pupille dilatate;  queste risposte aiutano a preparare il corpo per la fuga di fronte ad un pericolo o ad una potenziale minaccia.

le aree motorie della corteccia cerebrale forniscono un contributo sostanziale alla midollare del surrene e questo  può spiegare perché alcuni esercizi del corpo sono così utili nella modulazione delle risposte allo stress.

Le  aree della corteccia che sono attive quando sentiamo un conflitto, o siamo consapevoli del fatto che abbiamo fatto un errore, influenzano  la  midollare del surrene.

Questa osservazione  fa pensare che l’attività di  queste aree corticali sulla midollare sia presente anche quando ricordiamo un evento traumatico allo stesso modo di quando siamo esposti  dell’evento stesso,

Nel complesso , questi risultati indicano che questo circuito può mediare gli effetti degli stati interni come stress cronico e depressione sulla funzionalità dell’organo e, quindi , fornire un substrato neurale concreta per una serie di malattie psicosomatiche .

 
 

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Biofeedback https://www.paolafanti.it/biofeedback-2/ Mon, 12 Oct 2015 12:50:32 +0000 http://www.artemisiaweb.it/paola/?p=147 Il biofeedback è una metodologia innovativa che, nell’ambito di un percorso terapeutico, si è rivelata efficace per superare i problemi legati agli stati d’ansia e a molti disturbi psicosomatici, attraverso il controllo ed il monitoraggio di una serie di funzioni psicofisiologiche.
L’obiettivo che si persegue è quello di permettere ad una persona di regolare in maniera autonoma funzioni biologiche che di norma non sono sotto il controllo volontario. Il paziente può così adottare strategie di gestione della funzione monitorata.E’ possibile individuare quali atteggiamenti emotivi siano associati a queste variabili fisiologiche che generano una situazione di malessere e quindi imparare a modificare queste funzioni. Uno stato, ad esempio, di contrazione muscolare involontaria è di solito associata ad un quadro di ansia e stress, attraverso il biofeedback il paziente impara a riconoscere e monitorare gli stati tensivi e a gestirli fino ad arrivare al completo rilassamento muscolare.
Attualmente in America ed in Europa il biofeedback si è rapidamente imposto diventando una tecnica alternativa all’uso di psicofarmaci. Esso, inoltre, è impiegato frequentemente nel contesto sportivo per aumentare le prestazioni degli atleti.Gli studi mostrano come il biofeedback risulti efficace in un contesto terapeutico per:
TERAPIA DEL DOLORE
DISTURBI D’ANSIA
DISTURBI PSICOSOMATICI ]]>
Trauma e malattia: ammalarsi di stress https://www.paolafanti.it/trauma-e-malattia-ammalarsi-di-stress/ Sun, 11 Oct 2015 06:00:56 +0000 https://www.paolafanti.it/wordpress/?p=387 Negli ultimi anni la ricerca ha dimostrato il rapporto tra emozioni, traumi, stress, e la maggior parte delle patologie da cui è affetto l’essere umano. Ricerche e ricercatori hanno mostrato il legame diretto tra variabili psicologiche e malattia.
Fenomeni psichici, sistema nervoso, endocrino e immunitario sono legati e integrati in una rete comune il cui equilibrio è necessario perché l’organismo possa rispondere in maniera efficace agli stress di varia natura che possono interessarci, permettendo in tal modo la sopravvivenza stessa dell’individuo.
Qualsiasi fattore (fisico, biologico o psicosociale) può influenzare, direttamente o attraverso una mediazione emozionale, il terreno biologico sul quale si inserisce la malattia.
Una reazione emotiva, come quella che avviene dopo un forte stress (lutto, problemi professionali, traumi di varia natura) si accompagna a variazioni sia neuro-endocrino-immunitarie che comportamentali .
Non di rado la malattia, o i suoi sintomi, si manifestano nel periodo immediatamente successivo ad un qualche evento stressante: le prime avvisaglie del tumore al colon di Carla si erano, ad esempio, manifestate qualche mese dopo un periodo di grande stress al lavoro mentre il dolore alle gambe di Valentina (che nel giro di qualche mese la costrinse all’uso delle stampelle) si era affacciato subito dopo la morte della sorella.
Le esperienze traumatiche, ossia ogni evento che agisce da spartiacque e in seguito al quale per noi c’è un prima e un dopo, si ripercuotono direttamente sulla fisiologia del sistema nervoso, sull’apparato neuroendocrino e quindi sul benessere psicofisico della persona.
Negli ultimi ho lavorato con moltissimi pazienti affetti da dolore cronico di vario tipo (fibromialgia, dolore osteoarticolare, dolore muscolare, dolore urogenitale, cefalee, dolore oncologico etc) e, nella mia esperienza clinica, mi trovo davanti sempre allo stesso quadro ossia all’esordio del sintomo successivamente a eventi o periodi di grande stress.
Uno scenario analogo è quello costituito dai quadri compatibili con il disturbo da sintomi somatici: il paziente arriva a colloquio dopo un lungo periodo (spesso anche anni) caratterizzato da disturbi di vario genere (dolore muscolare, colon irritabile, cefalea, dolore urente, mal di testa, cistiti, vulvodinia etc) in seguito ai quali ha peregrinato fra una marea di professionisti diversi e facendo una lunga fila di accertamenti strumentali tutti negativi.
Solitamente, ad un certo punto di questa interminabile, costosa ma soprattutto dolorosa strada , uno dei medici (ormai disperati) ipotizza un quadro compatibile con la fibromialgia, malattia caratterizzata da molti sintomi simili e quindi fa l’invio al medico reumatologo.
Il professionista in questione , dopo la visita, non può che escludere questa diagnosi e finalmente parla al paziente del disturbo da sintomi somatici.
Come conseguenza di questo lungo percorso, al primo colloquio arriva una persona stremata, un paziente in cerca della propria diagnosi , con un dolore invalidante che spesso è stato scambiato per ipocondria.
L’indagine rivela come i sintomi siano comparsi in seguito a stress o eventi traumatici avvenuti anche nell’infanzia (abusi, lutti, separazioni..), le ricerche hanno infatti dimostrato come persone esposte in età infantile ad eventi particolarmente importanti hanno maggior probabilità di sviluppare in età adulta una patologia caratterizzata da dolore cronico.
Oggi come terapeuti siamo formati a rispondere in maniera molto più efficace a quadri come quelli citati , a malattie legate a eventi stressanti, possiamo aiutare i nostri pazienti ad intraprendere un percorso di cura grazie a metodi che sono stati sviluppati a partire proprio da quella ricerca che ci ha mostrato come cervello, sistema nervoso, immunitario, endocrino siano collegati fra loro.

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