Non succederà mai più

27 marzo 2015

Non succederà mai più: quanti uomini hanno pronunciato questa frase dopo aver picchiato una donna; a volte sotto shock dopo aver capito quel che avevano appena fatto, altre quasi a cercare un’assoluzione.

Non succederà mai più è anche il grido che ogni donna picchiata o abusata rivolge a se stessa per fermare la discesa nel precipizio del dolore e della paura e provare a risalire. In questa inchiesta sul campo, l’autrice entra nei centri di ascolto per uomini violenti e per donne abusate e nelle case rifugio, dà voce a vittime, persecutori, associazioni e addetti ai lavori, fa i conti dei costi sociali ed economici della violenza e del fem­minicidio, incontra tutte le donne della politica italiana, pretendendo da loro risposte. E mette sul banco de­gli accusati l’informazione-spettacolo, che banalizza le vicende di violenza riducendole a miseri docu-reality.

“In cinese, la parola ‘capire’ è composta da due caratteri, ming, luminoso, e bai, bianco. Insieme indica­no la luce che rischiara il buio dell’incomprensione e dell’ignoranza. C’è questo e molto altro nell’indagine di Rossella Diaz. Soprattutto, c’è la possibilità di capire. Capire cose che non sono affatto facili da dire”. (Marco Ligabue)

Fibromialgia

1 ottobre 2014
La fibromialgia è una malattia reumatica che colpisce i muscoli causando un aumento di tensione muscolare: tutti i muscoli (dal cuoio capelluto alla pianta dei piedi) sono in costante tensione. Questo comporta numerosi disturbi: 1. innanzi tutto i muscoli tesi sono causa di dolore che in alcuni casi è localizzato (le sedi più frequenti sono il collo, le spalle, la schiena, le gambe), ma talora è diffuso dappertutto

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1 ottobre 2014
Nell’ambito dei temi relativi all’età evolutiva e alla genitorialità, ho collaborato e tutt’ora lavoro con Il Comune di Modena ed il Servizio di Psicologia Clinica Ausl Modena nell’Area Tutela Minori, in particolare mi sono occupata di Valutazione competenze genitoriali, Sostegno alla genitorialità, Valutazioni psicosociali.
Parallelamente a questo, per conto dell’Ausl, sono la psicologa referente del gruppo tecnico dell’affido famigliare del Comune di Modena che si occupa della formazione e della conoscenza dei nuclei famigliari e delle persone che si mettono a disposizione di un minore e della sua famiglia in un momento di diffcoltà e che procede poi all’abbinamento.
Sono docente nei corsi di formazione all’affido famigliare per il Comune e nei percorsi di formazione all’adozione. Nel contesto dell’adozione ho tenuto alcuni incontri rivolti ai gruppi dei genitori adottivi sui temi dell’adolescenza .
Nel contesto libero professionale, per l’area dell’età evolutiva svolgo consulenze nell’area tutela minori (separazioni
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6 settembre 2014
Uno dei momenti nei quali tradizionalmente il bambino adottato sente il bisogno di reperire informazioni sulla famiglia biologica è l’adolescenza, fase nella quale la costruzione della propria identità spinge i ragazzi a raccogliere i pezzi della loro storia (anche quelli perduti) per integrare le informazioni in un immagine di sé coerente. Questo processo psicologico di base sino a poco tempo fa era ostacolato da un modello che considerava l’adozione una nuova nascita per il bambino, dove tutto il passato doveva essere negato e tenuto nascosto. Un punto di vista fondato sul segreto delle origini, sull’interruzione e sull’idea della famiglia adottiva come unica nella storia del bambino. Ciò che era accaduto prima dell’adozione non aveva peso anche quando quel prima era il luogo, ad esempio, di un trauma che non poteva essere ripreso, rielaborato, integrato; d’altronde le informazioni era tenute nascoste, omesse agli stessi genitori adottivi e spesso ai servizi competenti. Attualmente si assiste ad una trasformazione radicale , si sta passando ad un modello basato sul recupero del passato, sulla continuità , sulla triade genitori adottivi, bambini e genitori biologici. Questo implica l’importanza della narrazione, della raccolta di informazioni come punto di partenza affinchè la coppia adottiva possa accompagnare il bambino nella co/costruzione della p

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